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I vigili di Cortina denunciano Facebook: «Inaccettabili gli insulti finiti sul web»

Sul social network gli agenti sono definiti "mafiosi e corrotti" - Aperta un'inchiesta. Indaga la Polizia postale di Venezia

CORTINA D'AMPEZZO (2 maggio) - "Vigili urbani mafiosi e corrotti". La frase, che circola su Facebook, è finita sotto gli occhi di un agente del Corpo di polizia locale di Cortina d’Ampezzo e la denuncia è partita a colpo secco. Il più grande social forum del momento finisce così sotto inchiesta.

Ad indagare sulla diffamazione on-line, veicolata da Facebook, è la polizia postale del compartimento di Venezia dove sono state accentrate le decine di denunce arrivate da privati e da pubbliche istituzioni di tutto il Veneto. Sulla delicata inchiesta vige il massimo riserbo. Il dirigente della polizia locale di Cortina, Nicola Salvato, si limita a rispondere che «spetterà ora alla polizia postale risalire ai colpevoli e stabilire le ipotesi di reato precise». Si va dalla diffamazione all’ingiuria fino alla calunnia.

«Non c’è un caso specifico che riguardi Cortina - spiega ancora il dirigente in risposta alle nostre domande -, anche se di episodi pesanti nei nostri confronti ce ne sono stati parecchi, tuttavia quegli insulti profferiti on-line hanno davvero passato il segno. La critica la si può sempre accettare, così come lo sfogo di un cittadino, ma c’è un limite che non deve mai essere superato. Ci hanno dato dei corrotti e dei mafiosi e questo non lo possiamo accettare».

Di certo la piazza di Cortina, con il suo carico di Vip, diventa spazio ideale sul quale malignare e insinuare oscuri intrecci di potere. E proprio per questo le offese bruciano ancor di più. Le indagini procedono serrate e affrontano un campo ancora poco esplorato, carico di insidie e di carenza giuridica. La stessa classificazione della diffamazione, semplice o a mezzo stampa, risulta controversa visto che al momento internet non rientrerebbe nella sfera più grave del "mezzo stampa", restando quindi reato di competenza del giudice di pace.

Fonte: Il Gazzettino

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