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Sputi e insulti ai vigili - Intolleranza verso la Polizia Locale

A causa di un ingorgo stradale - Il comandante Famigli: «La gente deve capire che le guardie sono solo persone che lavorano»
La vigilessa offesa: «Ho pensato che per me la strada era ormai troppo pesante»
Esasperazione «I guidatori erano inferociti, volavano gli sputi e alcuni lanciavano oggetti dai finestrini»

Sembrava un servizio come un altro, almeno sulla carta: «controllo viabilità piazza Derna». E invece è diventato un caso incandescente allo studio del comandante Famigli, dei sindacati dei vigili e degli assessori Borgogno e Sestero (alla Polizia municipale e al Traffico).
Un servizio come un altro che a sorpresa, giovedì mattina, ha visto scatenarsi l’inferno in piazza Derna: decine di automobilisti contro cinque-vigili-cinque che si sono ritrovati al centro di un insidioso ingorgo senza fine. Contro i civich sono volati insulti, sputi e anche oggetti dai finestrini. Alcuni di loro
sono tornati al comando dicendo che un servizio come quello non si sarebbero più sentiti di farlo. Il comandante Famigli ha preso in mano la situazione: «Cercheremo di capire come si arriva a tanta intolleranza. La gente deve capire che il vigile è solo una persona che lavora». Laura, una delle vigilesse che è stata subissata dagli insulti, ha 35 anni, da dieci lavora sulla strada come vigilessa. Ma giovedì ha davvero pensato di restituire il distintivo, come si dice nei telefilm americani.
Quello è stato uno dei giorni più lunghi per il Corpo di via Bologna. «Uno dei tanti» secondo alcuni vertici del Comando, «uno dei peggiori» secondo la pattuglia che era stata mandata in piazza Derna. Crocevia di fuoco, in cui, complice la scarsità di civich (molti erano impegnati dietro al presidente Napolitano) e la voce, infondata, secondo la quale era stato riaperto ponte Vittorio Amedeo VIII, in una manciata di ore, è successo di tutto. E Laura, come tanti altri di pattuglia nella zona di corso Giulio Cesare e dintorni, è tornata in lacrime al Comando. Lei accetta di raccontare come sono andati effettivamente i fatti a patto che il suo nome non venga reso pubblico.
Ma vale davvero la pena di ascoltarla. «Giovedì - racconta ancora scossa - è stata la prima volta in cui ho deciso che la strada era ormai troppo pesante per me. Attorno a quella rotonda, e vorrei tanto conoscere l’ingegnere sadico che l’ha progettata, è accaduto l’inferno. Code interminabili, automobilisti furibondi che ci insultavano e ci suonavano contro, arrivavano a tirare sputi e oggetti fuori dal finestrino contro le guardie municipali. Eravamo troppo pochi e quelli che al mattino sono diretti a quel servizio hanno pensato di gettare la spugna e andare dal comandante Famigli per dirgli: noi non ce la facciamo più».
Secondo i colleghi di Laura, che hanno poi commentato l’accaduto una volta tornati al comando di via Bologna «il cittadino sta davvero diventando sempre più allergico alle nostre divise». Ma tutti tengono a sottolineare che amano il loro lavoro «e che è la prima volta che un vigile rischia il linciaggio nel normale traffico del mattino».
«E’ un mix di cose. Io però so soltanto una cosa: noi amiamo il nostro lavoro che è abbastanza faticoso - racconta ancora Laura - a noi piace e spesso la fatica non la sentiamo. Ma quando arrivano a insultarti e minacciarti, quando vedi che sei completamente impotente di fronte a questo fiume di auto che preme il clacson come a volerti annientare, allora non ti resta che piangere».
Sindacati e comando, però, come ripeteva ieri Ezio Longo della Cgil, sostengono che si è già fatto molto per migliorare le condizioni dei vigili che stanno sulla strada. Poi si è anche realizzata una campagna per avvicinare questa figura alla gente. Ma per coloro che giovedì si trovavano in piazza Derna si tratta di belle iniziative senza seguito.

di EMANUELA MINUCCI

Fonte: La Stampa

 

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