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Prostitute in strada con i biglietti da visita

SESSO A PAGAMENTO - Numeri di telefono ai clienti per evitare la multa - La Questura: controlli a tappeto, ripuliremo Pescara prima dei Giochi

PESCARA. Prostitute con i biglietti da visita, per non perdere tempo, per non farsi sorprendere. Da quando sono spuntate le multe (500 euro a ragazze e clienti) è il biglietto con il numero di cellulare l’arma scelta per aggirare i pressanti controlli delle forze dell’ordine: pochi secondi, l’auto che accosta, lei che sfila il bigliettino e lui che si dilegua e la chiama subito dopo per l’appuntamento immediato. Un “trucco” importato da Silvi, dicono le ragazze, per i clienti che hanno sempre più paura.
Una paura che complica, ma che non fa rinunciare.
E così succede che i clienti sembrano spariti, ma le ragazze no, sono ancora là, tutte le sere: via della Bonifica, viale della Pineta, via Riccitelli, via Scarfoglio.
Lo sanno bene i residenti, che continuano a presentare esposti, e lo sanno bene le forze dell’ordine che tutte le sere, da settimane ormai, vanno a controllare le ragazze in vetrina sui marciapiedi, a identificarle, a multarle, in un’attività potenziata su espressa richiesta del prefetto Paolo Orrei. «Per dare risposte alle esigenze di sicurezza dei cittadini», riferisce la dirigente dell’ufficio Immigrazione Marina Parisio, «e in vista dei Giochi del Mediterraneo: Pescara sarà la vetrina dell’Abruzzo, e noi non ci faremo trovare impreparati».
E allora, se le prostitute mettono in campo i bigliettini da visita, la polizia si affida alla legge: l’ordinanza del sindaco dello scorso agosto, che vieta la prostituzione in strada e fissa multe di 500 euro per clienti e prostitute, e il decreto legislativo che a febbraio del 2008 ha stabilito che per «motivi imperativi di ordine e sicurezza» anche i cittadini comunitari possono essere allontanati dall’Italia. Due strumenti grazie ai quali, hanno fatto rilevare in conferenza stampa Parisio e il dirigente della Volante Francesco Costantini, già ieri mattina tre ragazze romene sorprese martedì sera sulle strade della Pineta erano in volo per Bucarest. «Con queste espulsioni vogliamo ripulire la città», spiega Parisio, «visto che le prostitute rientrano in quelle categorie socialmente pericolose a cui fanno riferimento i motivi imperativi del decreto».
 «Perché», fa presente la dirigente, «dietro la prostituzione ci sono gli sfruttatori, le liti in strada, gli intralci alla circolazione, i problemi di igiene e sanità. E tenendo presente, poi, che le proposte convalidate dal giudice Morelli dopo un’attenta valutazione sono state presentate dopo una serie di controlli, dieci, venti, fino a 32 per una stessa ragazza».
Accertamenti e verifiche che alla fine si rivelano fruttuosi non solo per punire, ma anche per capire come cambia il fenomeno. A rivelarlo sono le stesse ragazze fermate e portate in questura quasi ogni sera dai poliziotti della Volante: «Ci chiedevamo come mai loro continuassero a stare in strada anche se non si vedevano più clienti», racconta Costantini, «e loro ci hanno svelato la storia dei biglietti da visita, un metodo importato da Silvi, dicono». Mezze verità su cui adesso si sposteranno le indagini degli investigatori che già stanno facendo accertamenti per capire il ruolo di alcuni personaggi che gravitano intorno alle ragazze identificate. Ventiquattro, 25 anni ognuna e tra loro una “dominante” che stabilisce posti e spartisce il territorio. All’insaputa dei clienti. Che passano, arraffano il bigliettino e, se scoperti e multati, corrono al Bancomat a ritirare.

di Simona De Leonardis

Fonte: Il Centro

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